Con la sentenza n.91/2019 della Corte dei Conti, la sezione giurisdizionale del Lazio ha ribadito che nel caso di condanna dell’Amministrazione Pubblica per mobbing messo in atto da un suo dirigente, quest’ultimo dovrà rispondere davanti alla Corte dei Conti per danno erariale indiretto, a causa della violazione di obblighi di servizio fondamentali per un impiegato dello Stato.

Sono diversi i fatti che mise in atto il dirigente: emarginazione e svuotamento del contenuto delle sue mansioni, privazione di incarichi e compiti correlati all’inquadramento professionale della dipendente mobbizzata, costringendola a una sostanziale inattività.

Il comportamento del dirigente è stato considerato dalla Corte un atteggiamento persecutorio, caratterizzato da dolo, che ha causato uno stato di malattia a carico della sottoposta, a cui sono stati diagnosticati in concomitanza a questi atteggiamenti depressione e attacchi di panico.

Fonte: Paola Maria Zerman, Il dirigente pubblico risponde dei danni, Il Sole 24 Ore Quotidiano Enti Locali & PA, 18 novembre 2019.