Nell’atto di segnalazione AS1636 del 2 gennaio 2020, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha precisato che gli Enti devono fare attenzione ai requisiti inseriti all’interno dei bandi per individuare il responsabile della protezione dati.

Infatti per il ruolo di DPO non è possibile richiedere né particolari titoli di studio, né l’iscrizione ad albi professionali, né abilitazioni specifiche. Questo al fine di evitare restrizioni all’accesso alle selezioni che non risultino in alcun modo discriminatorie.

Gli unici requisiti ammissibili sono le qualità professionali maturate che riguardano in particolare la conoscenza specialistica della normativa e della prassi in materia di protezione dei dati, oltre alle capacità per assolvere a tutti i compiti previsti dallo stesso General Data Protection Regulation.

Fonte: Alberto Barbiero, Al responsabile protezione dati non servono titoli di studio specifici o l’iscrizione ad albi professionali, Il Sole 24 Ore – Quotidiano Enti Locali & PA, 14 gennaio 2020.