Terminato il riaccertamento ordinario dei residui, il successivo step per la determinazione del risultato di amministrazione è il calcolo del FCDE da accantonare.

Il principio contabile, allegato 4/2 al D.L.gs. 2011/2018, detta le regole su come procedere per verificare la congruità del fondo accantonato nel risultato dell’esercizio precedente (anno 2018) e di quello stanziato in bilancio di previsione (anno 2019), la cui somma dovrà essere utilizzata per la costituzione del Fondo definitivo 2019.

Vediamo come procedere:

  1. Definire le entrate di dubbia e difficile esigibilità: possono essere diverse di anno in anno o rispetto a quelle considerate in sede di bilancio di previsione
  2. Determinare il totale dei residui alla data del 31 dicembre 2019, dopo l’operazione di riaccertamento ordinario, per ciascuna entrata di cui al punto 1
  3. Calcolare la media del rapporto tra l’importo iniziale dei residui e gli incassi registrati in c/residui, nei cinque esercizi precedenti. Il quinquennio da considerare per il 2019 è quello riferito al 2015-2019
  4. La percentuale media, pari al completamento a 100 della percentuale di cui al punto precedente, costituisce la percentuale di insolvenza che andrà applicata al volume dei residui attivi per determinare l’importo da accantonare.

Ricordo che la media può essere calcolata in uno dei tre modi stabiliti dal principio contabile (media semplice, media ponderata del rapporto della sommatoria degli incassi e dei residui, media ponderata del rapporto tra incassi e residui).

Calcolato l’importo da accantonare corrispondente ad ogni entrata va verificato se tale importo è superiore o inferiore alla sommatoria di quanto accantonato nel precedente rendiconto 2018 e nel bilancio 2019: nel primo caso bisognerà aumentare l’accantonamento sottraendo risorse che sarebbero confluite nell’avanzo di amministrazione, nel secondo potranno essere liberate.

Il problema sorge quest’anno per gli enti che si sono avvalsi, fino all’anno 2018, del metodo semplificato per il calcolo del fondo a consuntivo. Tale facoltà era prevista dal principio contabile in considerazione delle difficoltà di applicazione dei nuovi principi contabili che hanno determinato l’esigenza di rendere graduale l’accantonamento nel bilancio di previsione. In sostanza il principio ha consentito di accantonare nel risultato di amministrazione un importo non corrispondente a quanto determinato con il metodo ordinario, ma inferiore, purché almeno pari a: FDCE al 1° gennaio dell’esercizio, meno gli utilizzi del fondo per la cancellazione o gli stralci dei crediti, più l’importo definitivamente accantonato nel bilancio di previsione. La scelta andava però ben ponderata al fine di evitare il rischio di rinviare oneri all’esercizio 2019. Ecco ora siamo arrivati al rendiconto 2019 e la richiesta di prorogare tale modalità di calcolo non è stata accolta dal legislatore, che invece ha concesso di ripianare l’eventuale disavanzo di amministrazione, che dovesse determinarsi in conseguenza del calcolo con il metodo ordinario rispetto a quanto in precedenza accantonato, su un arco temporale di quindici anni, con quote costanti a decorrere dal 2021. Si veda in tal senso quanto previsto nell’articolo 39 ter del decreto 30 dicembre 2019, n. 169, nella versione della sua conversione in legge.

Autrice: Roberta Vavassori
Cv dell’autrice: Roberta Maria Vavassori è dal 2003 Dirigente della Direzione I dei servizi della programmazione economico-finanziaria del Comune di Dalmine, presso il quale riveste anche il ruolo di Vice Segretario Generale. Laureata presso l’Università degli Studi di Bergamo – Facoltà di Economia e Commercio a marzo del 1991 con votazione 110 e lode, dopo una breve esperienza di docenza presso Istituti tecnici, ha lavorato alla Banca Popolare di Bergamo, ora Gruppo UBI, dal giugno 1991 a dicembre 1992. Da gennaio 1993 è impiegata nella pubblica amministrazione, presso il Comune di Dalmine, dove ha rivestito fino al dicembre 2003 il ruolo di responsabile del servizio finanziario, con il compito di direzione e coordinamento del servizio di ragioneria e tributi. Dall’anno 2012 è relatrice di corsi di formazione nella materia di contabilità degli enti locali organizzati presso l’Ordine dei commercialisti di Bergamo, presso Enti locali e da Ancilab s.r.l. di Milano.