Il primo adempimento da affrontare per la redazione del rendiconto è quello del riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi, che quest’anno sconta le novità introdotte dal X correttivo, in tema di registrazione contabile delle spese di progettazione e delle spese per gli interventi inseriti nel programma triennale dei lavori pubblici.

Vale la pena ricordare che per poter re-imputare una spesa con formazione di FPV, in spesa, sul rendiconto 2019, e in entrata, sul bilancio 2020, sono necessarie due condizioni, ossia che le entrate che finanziano la spesa siano state accertate e che la spesa, viceversa, non abbia ancora maturato la sua esigibilità.

Fin qui nulla di nuovo, ma è bene tenere presente che la regola generale prevede che la spesa debba essere conseguente ad una obbligazione giuridicamente perfezionata, e quindi che vi sia una determinazione del responsabile del servizio che abbia dato atto della ragione del debito, dell’indicazione della somma da pagare, del soggetto creditore e della scadenza dell’obbligazione.

Come tutte le regole che si rispettano anche questa subisce tuttavia delle eccezioni e da quest’anno il novero delle eccezioni è decisamente aumentato per effetto delle novità introdotte con il X correttivo. Vediamole nel dettaglio.

La prima riguarda le spese per il livello minimo di progettazione  esterna di importo pari o superiore ai 40.000 euro, che a fine anno possono essere conservate  interamente nel FPV determinato in sede di rendiconto purché siano state formalmente attivate le relative procedure di affidamento (punto 5.4.8 allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011). Nel 2020 dovrà poi intervenire l’aggiudicazione definitiva, altrimenti le somme confluiranno nel risultato di amministrazione.

La seconda riguarda le spese di investimento superiori ai 100.00 euro, per le quali è possibile conservare l’intera somma del quadro economico nel FPV a condizione che l’intervento sia stato inserito nell’ultimo programma triennale dei lavori pubblici e che si verifichi almeno una di queste ulteriori condizioni: a) sia stata impegnata, anche parzialmente, una spesa prevista nel quadro economico dell’opera (acquisizione di terreni, espropri e occupazioni di urgenza, bonifica aree, abbattimento delle  strutture preesistenti, viabilità riguardante l’accesso al cantiere, allacciamento ai pubblici servizi), b) siano state formalmente attivate le procedure di affidamento dei livelli di progettazione successivi al minimo, c) sia stato validato il progetto le cui  procedure di affidamento dei lavori dovranno essere formalmente attivate entro il 2020.

Le stesse eccezioni valgono, infine, anche per i lavori compresi tra 40.000 e 100.000 euro, per le quali non è richiesto l’inserimento nel programma dei lavori pubblici.

Negli anni successivi a questo primo riaccertamento post X correttivo sarà ancora possibile mantenere le risorse nel FPV purchè nel rendiconto dell’esercizio risulti realizzata l’attività attesa secondo lo sviluppo procedimentale.

Autrice: Roberta Vavassori
Cv dell’autrice: Roberta Maria Vavassori è dal 2003 Dirigente della Direzione I dei servizi della programmazione economico-finanziaria del Comune di Dalmine, presso il quale riveste anche il ruolo di Vice Segretario Generale. Laureata presso l’Università degli Studi di Bergamo – Facoltà di Economia e Commercio a marzo del 1991 con votazione 110 e lode, dopo una breve esperienza di docenza presso Istituti tecnici, ha lavorato alla Banca Popolare di Bergamo, ora Gruppo UBI, dal giugno 1991 a dicembre 1992. Da gennaio 1993 è impiegata nella pubblica amministrazione, presso il Comune di Dalmine, dove ha rivestito fino al dicembre 2003 il ruolo di responsabile del servizio finanziario, con il compito di direzione e coordinamento del servizio di ragioneria e tributi. Dall’anno 2012 è relatrice di corsi di formazione nella materia di contabilità degli enti locali organizzati presso l’Ordine dei commercialisti di Bergamo, presso Enti locali e da Ancilab s.r.l. di Milano.