Le fatture scartate dallo SDI sono da considerare come non emesse.

Secondo quanto precisato nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 89757 del 30 aprile 2018,  “la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal ‘Sdi’ si considerano non emesse”.

La mancata emissione della fattura nei termini legislativamente previsti, cui va equiparata la tardività di tale adempimento, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 6 del Dlgs. n. 471/1997, ossia:

  • “fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato”, con un minimo di 500,00 euro;
  • “da 250,00 euro a 2.000,00 euro quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo”.

Troveranno altresì applicazione, non cumulativa ma alternativa tra loro, gli istituti individuati nell’art. 12 del Dlgs. n. 472/1997, “concorso di violazioni e continuazione”, e nell’art. 13 del medesimo Dlgs., il c.d. “ravvedimento operoso”.

Il Legislatore, con specifico riferimento al primo periodo di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica tramite “Sdi” (primo semestre del 2019), ha statuito che le sanzioni individuate nell’art. 1, comma 6, del Dlgs. n. 127/2015, ossia, in base al rinvio ivi contenuto, quelle del citato art. 6 del Dlgs. n. 471/1997:

  • non trovano applicazione qualora la fattura elettronica sia regolarmente emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’Iva relativa all’operazione documentata;
  • sono ridotte dell’80%, se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione Iva del periodo successivo, riduzione che si applica tuttavia solo fino al 30 settembre 2019 per i soli contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta con cadenza mensile.