Il nuovo metodo di determinazione della capacità assunzionale degli enti pone l’accento sulla necessità di effettuare una buona programmazione della spesa e sulle manovre contabili da attuare nella gestione ordinaria dell’ente.

Con il DPCM 17 aprile 2020 è venuto meno il principio del turnover. Abbiamo infatti assistito all’introduzione dei valori soglia per la spesa di personale, differenziati per fasce demografiche e basati sul rapporto tra la stessa spesa e la media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, al netto del Fondo crediti dubbia esigibilità stanziato in via definitiva nel bilancio di previsione dell’ultimo anno.

Emerge quindi tutta l’importanza di una efficace programmazione capace di agire sugli elementi contabili presi in considerazione, muovendo numeratore e denominatore varia infatti il rapporto e questo cambiamento può essere più o meno favorevole per l’ente.

Qualora l’ente possa assumere dovrà inoltre attivarsi immediatamente operando l’adeguamento del fondo per la contrattazione decentrata e il fondo per le posizioni organizzative; questo passaggio è obbligatorio per i Comuni dal 20 aprile sulla base dall’articolo 33 del Dl 34/2019.

Il Decreto identifica con precisione il valore dell’incremento, è necessario infatti garantire l’invarianza del trattamento economico accessorio medio pro capite del personale per l’anno 2018.

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