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19 Gennaio 2022

Rimborso IMU

Se da un lato vi è la possibilità, da parte del contribuente, di vedersi recapitare a casa un avviso di accertamento finalizzato alla riscossione del credito dovuto per l’IMU, dall’altro vi è la possibilità per il medesimo di chiedere il rimborso IMU di una somma eccedente erroneamente versata nelle casse dell’Ente. Chiaramente esiste una normativa di riferimento che stabilisce modalità e termini di prescrizione.

Chi ha il diritto a ricevere il rimborso IMU (o riaccredito)?

Il rimborso IMU della somma versata nelle casse comunali, ove questa sia stata versata in eccesso o per errore (digitazione errata del codice ente), spetta a tutti i contribuenti, dietro apposita richiesta scritta e recapitata presso gli uffici comunali.

Nel caso il contribuente a credito sia un soggetto deceduto?

Nel caso in cui il soggetto a credito sia deceduto sarà comunque possibile effettuare la richiesta di rimborso IMU. Questa deve essere inoltrata e firmata dall’erede (in caso di più eredi dovranno controfirmarla tutti quanti). Se la richiesta di rimborso IMU era stata effettuata prima del decesso, le somme saranno liquidate agli eredi.  In quest’ultimo caso l’iter subirà un passaggio in più, in quanto verranno convocati gli eredi, presso gli uffici comunali, al fine di capire la modalità opzionata per la ricezione del rimborso IMU.

Il versamento errato o eccessivo non è così infrequente e le principali casistiche sono sostanzialmente due.

Casistiche dell’errato versamento

1) Importo versato a un comune sbagliato

Ogniqualvolta si voglia effettuare un pagamento tramite l’utilizzo degli F24 è necessario porre molta attenzione alla digitazione del codice ente (codice utile a identificare in modo corretto il Comune destinatario dell’importo). Succede però che questo codice venga inserito in modo sbagliato, con la conseguenza che le somme versate finiscono nelle casse di un altro ente. In questo caso si potrà chiedere il rimborso IMU oppure scegliere la via del riversamento. In questa seconda opzione sarà il Comune errato a riversare (girare) la somma incassata sul c/c del Comune corretto. Questa tipologia di errore si scopre molto facilmente post ricezione dell’avviso di accertamento, nel momento in cui si inoltrano le quietanze al Comune come riprova del pagamento effettuato.

2) Importo versato in eccesso

Nel caso di importo versato in eccesso la causa è facilmente riscontrabile in un mero errore di calcolo. Tale errore può scaturire dalla presa in considerazione di dati sbagliati, quali:

  • la rendita;
  • i mesi di possesso;
  • la percentuale di possesso;
  • l’esistenza di una riduzione non calcolata.

Purtroppo, al contrario della prima casistica, questo errore è difficilmente riscontrabile in quanto gli enti raramente inviano comunicazioni ai soggetti aventi posizione creditoria. Vi è però un’importante novità, alla quale piano piano si dovranno adeguare tutti i comuni, ovvero la creazione di un’area riservata, all’interno del sito comunale, accessibile tramite SPID e tramite la quale si potrà prendere visione della propria situazione tributaria.

L’errato versamento dell’importo IMU è dovuto principalmente alla modalità di pagamento dell’imposta stessa, essendo l’IMU un’imposta in autoliquidazione. Tale modalità porta con sé problematiche come la complessità dei calcoli o la repentina e talvolta poco chiara mutazione della normativa.

Imposta in autoliquidazione

In autoliquidazione vuol dire che il contribuente per procedere al pagamento del dovuto IMU deve rivolgersi a un professionista (commercialista o CAF) il quale, oltre a effettuare i calcoli per determinare l’importo dovuto (in base alle caratteristiche dell’immobili, come la rendita e le aliquote annuali dell’Ente in questione), produrrà anche gli F24 utili al versamento dell’imposta. Talvolta il contribuente decide di procedere in autonomia tramite il servizio di calcolo e di generazione degli F24 presente sul sito istituzionale del Comune di riferimento (non tutti i comuni inseriscono questo servizio nel sito internet). Questa opzione comporta inevitabilmente più errori rispetto alla prima.

Ciò detto è il contrario di quanto succede per il pagamento della TARI – tassa sui rifiuti – la quale si paga post ricezione della bolletta. Anche in questo caso però, può succedere che il pagamento venga indirizzato ad un Ente differente da quello corretto a causa di errori nella digitazione del codice ente.

Istanza di rimborso

Modalità per l’istanza di rimborso

La modalità per la richiesta di rimborso IMU è in realtà molto semplice. È possibile scegliere tra due opzioni:

  • utilizzare il modello idoneo, scaricabile dal sito internet del Comune oppure ritirandolo in forma cartacea presso l’Ente o ancora farne richiesta tramite indirizzo e-mail;
  • oppure inviando richiesta in carta semplice.

Per la seconda opzione è opportuno indicare quanto segue:

  • annualità per la/le quale/i viene richiesto il rimborso IMU;
  • generalità del richiedente (cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale, telefono, eventuale e-mail);
  • imposta correttamente dovuta (cifra esatta);
  • imposta erroneamente versata (allegare quietanze di pagamento);
  • differenza richiesta a rimborso IMU;
  • causale richiesta di rimborso IMU;
  • precisare la modalità con la quale l’Ente dovrà procedere per il rimborso IMU.

Le modalità dipendono dalla situazione e sono:

  • accredito in c/c bancario, indicando le coordinate bancarie della propria banca, i dati dell’intestatario del conto e la sede dell’agenzia di credito;
  • riaccredito su c/c del Comune corretto, in caso il pagamento sia stato destinato ad un ente errato (ho inviato i soldi al Comune di Torino piuttosto che al Comune di Asti).

Termine di presentazione della domanda di rimborso IMU

Al riguardo dei termini di presentazione della domanda di rimborso IMU, l’articolo 1, comma 164, legge n. 296/2006 disciplina quanto segue:

Il rimborso IMU delle somme versate e non dovute deve essere richiesta dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.

È previsto un termine anche per l’evasione della richiesta, da parte dell’Ente, post accettazione dell’istanza. Tale termine è fissato a 180 giorni. Trascorso questo lasso di tempo si potrà procedere con l’invio, tramite A/R o con posta certificata, di una comunicazione di sollecito.

Da cosa si compone la somma da rimborsare?

La somma da rimborsare al contribuente è composta da due fattori:

  • il dovuto: ovvero l’importo versato dal contribuente per errore (intero se versamento effettuato a Ente sbagliato o solo la parte eccedente);
  • interessi legali al tasso vigente: come succede nel caso dell’Accertamento IMU, dove il Comune chiede il pagamento del dovuto IMU + sanzioni + interessi al contribuente, anche nel caso del rimborso IMU (dove quindi il contribuente è la parte creditrice) sono previsti interessi legali da calcolare sull’importo dovuto. Il tasso previsto da gennaio 2021 è dello 0,01%.

Accredito del rimborso IMU

Le modalità tramite cui il Comune rimborserà le somme non dovute sono le seguenti:

  • bonifico bancario o postale;
  • pagamento presso lo sportello bancario della tesoreria comunale;
  • il riversamento (come spiegato solo per pagamento effettuato a Comune differente).

In conclusione, possiamo dire che a tutto si può porre rimedio. È importante analizzare bene tutti gli avvisi di pagamento che riceviamo a casa prima di pagare in modo repentino ed è inoltre fondamentale porre molta attenzione ai frequenti aggiornamenti che la normativa subisce. È sempre consigliabile rivolgersi a dei professionisti ed evitare così errori e future contestazioni.

di Denise Di Fiore

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