Rendiconto e certificazione.

Oggi è impossibile non associare l’adempimento “Rendiconto” con quello della “Certificazione ai trasferimenti”.

A lungo si è parlato delle scadenze che caratterizzano i due adempimenti, della strana sensazione che genera il chiudere un documento senza avere certezza dell’altro dato, quello derivante dalla certificazione del fondo funzioni fondamentali, tant’è che si palesa la possibilità di dover riapprovare, seppur parzialmente, il vecchio “consuntivo”.

Oggi non siamo però centrati su questo dibattito, l’attenzione si sposta sull’aspetto compilativo e su quello della conservazione dei documenti connessi alla redazione degli atti.

La comparsa della Corte dei Conti

L’indagine tecnica da porre in essere, al fine di soddisfare in modo adeguato la compilazione della certificazione, sta acquisendo, con il passare dei giorni, una complessità che prima si poteva solo immaginare.

Sappiamo come il modello di certificazione del fondo funzioni fondamentali dovrà essere sottoscritto da tre soggetti e che uno di questi è l’Organo di Revisione dell’Ente, era quindi lecito attendersi da Lui un certo tipo di controllo.

Sappiamo che il portale utilizzato è Ministeriale, quello del caro vecchio patto di stabilità, e quindi giustamente si supponeva una verifica sui dati immessi sul sito da parte dell’organismo proprietario.

Sappiamo altresì che la linearità dei processi non è cosa che tipicamente ci appartiene, e ci imbattiamo quindi in quel groviglio di informazioni che derivano da normativa, FAQ della Ragioneria Generale dello Stato, articoli sulle riviste di settore e voci di corridoio.

A tutto questo, pochi giorni fa, si è aggiunta la discesa in campo della Corte dei Conti che con una comunicazione diretta ai Comuni estratti ha palesato l’intento di essere messa a conoscenza dei tecnicismi adottati in merito alla gestione del fondo funzioni fondamentali e alla sua certificazione.

Corte dei Conti e certificazione

Per maggiore esaustività riportiamo e analizziamo le parti principali della missiva con cui si è palesato l’interesse della Corte dei Conti verso la certificazione del fondo funzioni fondamentali e trasferimenti vari.

“In considerazione dell’emergenza epidemiologica che ha colpito il nostro Paese, questa Sezione ha inteso procedere ad una verifica, a campione, riguardante i fondi COVID-19 che sono stati messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione Piemonte…”

Da questo primo paragrafo traiamo alcune importanti indicazioni. Intanto siamo in grado di rilevare come l’indagine, al momento per lo meno, sia svolta a campione, solo pochi fortunati estratti potranno quindi prendervi parte. Emerge altresì quale sia il focus dell’indagine, ovvero la verifica della gestione dei fondi COVID-19 messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione, non solo quindi il fondo funzioni fondamentali ma anche trasferimenti che con la certificazione del fondone non hanno nulla a che fare.

“A tale scopo, voglia l’Ente trasmettere una relazione dalla quale si possa evincere l’entità dei trasferimenti ricevuti, le destinazioni ed il correlato utilizzo, nonché le relative certificazioni…”

Ecco la prima richiesta. L’Ente deve redigere una relazione. Cosa comporta il fare una relazione? L’assoluta certezza e consapevolezza di tracciabilità di tutti i dati immessi e nel modello di gestione e nel modello di certificazione del fondo funzioni fondamentali, oltre allo stesso grado di conoscenza in merito agli altri trasferimenti ottenuti e al centro dell’indagine. Oltre alla relazione vediamo poi come sia richiesto di spedire alla Corte anche qualcosa che abbiamo già spedito, ma a un soggetto diverso, dovendo quindi inoltrare almeno gli estremi utili ad attestare la spedizione delle certificazioni ai Ministeri competenti.

“Inoltre, si trasmette con la presente l’allegato documento in formato “Excel editabile”..”

Ecco la seconda richiesta, dopo la relazione attinente alla gestione del fondo funzioni fondamentali e agli altri trasferimenti, l’Ente deve preoccuparsi di compilare un file appositamente fornito dalla Corte contenente richieste che andremo a breve a prendere in considerazione.

“La documentazione richiesta dovrà essere trasmessa alla sezione, tramite posta elettronica certificata…entro il 15 giugno 2021…”

In conclusione l’indicazione del termine entro cui bisogna procedere con la spedizione, ovvero il 15 giugno 2021.

Informazioni richieste dalla Corte dei Conti

Oltre alla relazione sull’utilizzo delle risorse del fondo funzioni fondamentali, e non solo, abbiamo visto come debba essere spedito il file Excel fornito dalla Corte, analizziamo i suoi contenuti principali.

Intanto il foglio di analisi prende in considerazione tre diverse tipologie di movimentazioni:

  • Minori entrate certificate
  • Trasferimento di Stato
  • Trasferimenti Regionali

In riferimento alle minori entrate viene chiesto, in relazione a ogni minore entrata certificata, di indicare anche, oltre ad altri dati, quale sia il trasferimento di stato compensativo con il riferimento al Decreto.

Anche per i trasferimenti viene chiesto il dettaglio della norma che li ha riconosciuti e elargiti, oltre a una serie di informazioni puntuali e approfondite quali:

  • Importo a residuo
  • FPV
  • Importo non utilizzato

Diventa quindi fondamentale procedere con la costruzione dettagliata della certificazione del fondo funzioni fondamentali e, anche, del tracciamento e monitoraggio di tutti gli altri trasferimenti qui richiesti; si pensi infatti che vengono richiesti anche informazioni dettagliate riconducibili all’accertamento, al titolo di spesa, all’impegno e anche al codice SIOPE e all’identificazione dei beneficiari.

Resta quindi assolutamente prioritario rispettare la scadenza del mese di maggio attinente all’invio sul portale della certificazione del fondo funzioni fondamentali, assume una diversa connotazione la sua costruzione alla luce dei livelli di indagine e richieste che si stanno palesando.

 

di Marco Sigaudo