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13 Marzo 2015

Lo split payment in contabilità

Per quanto riguarda gli acquisti istituzionali, sotto il profilo contabile sono due i possibili procedimenti da attuare in caso di registrazione di fatture oggetto di split payment:

  • Un impegno unico seguito da due mandati di pagamento diversi (uno per il fornitore e uno per l’Erario)
  • Un unico mandato che riporta la somma totale e la cui quota relativa all’IVA viene vincolata a una reversale; questa reversale viene contabilizzata in partite di giro (tra i servizi conto terzi) e trova poi la propria contropartita in un mandato per il versamento dell’IVA (anch’esso registrato tra i servizi conto terzi).

La piattaforma sembra prediligere la prima opzione sopra riportata, ma va segnalato che la quasi totalità degli enti pubblici ha invece optato per la seconda soluzione proposta. Secondo un comunicato stampa della piattaforma (datato 13 febbraio 2015), è necessario separare il corrispettivo destinato al fornitore dall’importo dell’IVA: il primo, infatti, va contabilizzato sulla piattaforma secondo i metodi consueti, mentre il secondo deve essere registrato come “sospeso”. Tuttavia, al momento i caricamenti non allineati alle indicazioni del comunicato stampa vengono comunque accettate dalla piattaforma; quest’ultima subirà sicuramente degli aggiornamenti e delle modifiche in seguito all’avvento della fatturazione elettronica.

La situazione di contabilizzazione è ancora più complessa per quanto riguarda le fatture in split payment destinate alle attività commerciali. In questo contesto, infatti, l’unica soluzione applicabile sembra essere la prima opzione sopra riportata.

Fonte: Quotidiano Enti Locali

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