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26 Aprile 2023

Gli strumenti di programmazione negli enti locali

Nei precedenti articoli abbiamo introdotto i principali strumenti di programmazione negli enti locali per un corretto controllo di gestione, analizzando in particolare il DUP, il Bilancio di Previsione ed il Piano Esecutivo di Gestione (altresì detto PEG).

Di seguito si riporta l’elenco degli strumenti di programmazione negli enti locali:

  • Il Documento Unico di Programmazione, altresì noto come DUP;
  • Il Bilancio di Previsione;
  • Il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) e delle performances;
  • Il Piano degli Indicatori;
  • L’Assestamento di Bilancio e la Salvaguardia degli Equilibri;
  • Le Variazioni di Bilancio;
  • Il Rendiconto di Gestione.

L’articolo di oggi approfondirà le tematiche relative al Piano degli Indicatori e alla Salvaguardia degli Equilibri, al fine di poter comprendere meglio questi strumenti di programmazione atti ad un corretto controllo di gestione.

Il Piano degli Indicatori negli enti locali

L’articolo 18-bis del decreto legislativo n. 118 del 2011 prevede che gli enti locali adottino un sistema di indicatori semplici, denominato “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” misurabili e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni.

Il Piano degli indicatori, parte integrante dei documenti di programmazione e di bilancio degli enti locali, è presentato dalle Regioni e dai loro enti ed organismi strumentali entro 30 giorni dall’approvazione del Bilancio di Previsione e del Rendiconto. Gli enti locali ed i loro enti e organismi strumentali allegano il Piano degli Indicatori al Bilancio di Previsione e al Rendiconto della gestione.

Le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali adottano il Piano degli Indicatori a decorrere dall’esercizio 2016. Le prime applicazioni del decreto sono da riferirsi al Rendiconto della gestione 2016 e al Bilancio di Previsione 2017-2019.

Altri indicatori presi in esame dal controllo di gestione per gli enti locali sono i seguenti:

  • Indicatori di processo;
  • Indicatori di risultato.

Gli indicatori di processo si riferiscono ad attività o prodotti/servizi intermedi realizzati dai servizi dell’ente locale per il risultato preposto.

Tali indicatori fanno riferimento a ciò che fa un servizio, settore, unità organizzativa o singolo dipendente, nell’ambito dell’attività di collaborazione nei confronti dell’organizzazione nel suo complesso per il raggiungimento dei propri obiettivi.

A tal proposito è necessario che sussista un collegamento di causa-effetto tra i processi e i risultati che l’amministrazione intende realizzare e che non venga data eccessiva enfasi a tali indicatori, specie se marginalmente connessi con gli indicatori di risultato.

Gli indicatori di risultato esprimono l’output, sia quantitativo che qualitativo, direttamente correlabile agli obiettivi finali dell’ente locale.

Per sintetizzare possiamo dire che gli indicatori di risultato sono orientati ai fini, mentre l’indicatore di processo riguarda i mezzi.

Mentre gli indicatori di processo e di risultato sono particolarmente utili per il sistema del controllo di gestione per gli enti locali, gli indicatori di outcome o di impatto sociale sono particolarmente significativi nell’ambito del sistema del controllo strategico.

Difatti l’indicatore di outcome o di impatto sociale rappresenta una misura che riflette l’impatto del lavoro prodotto dall’amministrazione nel suo complesso sulla collettività amministrata.

L’amministrazione dell’ente locale deve attenzionare tramite appropriati indicatori ed evidenziare ciò cosa ha fatto l’ente locale per la sua collettività amministrata.

Il Piano degli Indicatori rileva per ciascun ente locale tutte le criticità e le potenzialità della gestione delle entrate e delle spese, con una particolare attenzione alla gestione di cassa (riscossioni e liquidazioni rispetto agli accertamenti e impegni stanziati), al fine di evidenziare il grado dell’efficienza e della virtuosità degli enti locali.

Gli indici estrapolati dal Piano degli Indicatori potranno inoltre essere esaminati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche per confrontare i diversi enti locali (ad esempio controllare l’indice delle entrate correnti nei Comuni italiani). Gli indici presenti nel Piano degli Indicatori consentono di analizzare la gestione dell’ente locale, evidenziando i parametri di criticità specifici e consentendo anche di evidenziare in anticipo situazioni di potenziale predissesto o dissesto.

In sintesi, il Piano degli Indicatori non è da considerarsi solamente un nuovo modello da allegare al bilancio, bensì uno strumento in grado di rilevare l’andamento contabile e gestionale dell’ente locale.

L’Assestamento di Bilancio e la Salvaguardia degli Equilibri negli enti locali

Entro il prossimo 31 luglio i Consigli Comunali dovranno verificare lo stato di salute dei conti comunali, provvedendo alle operazioni di Salvaguardia degli Equilibri nonché all’assestamento generale del bilancio.

L’articolo 193 del TUEL prevede per gli enti locali l’obbligo di rispettare durante la gestione e nelle variazioni di bilancio, oltre che il pareggio finanziario complessivo, tutti gli equilibri stabiliti in bilancio, con particolare riferimento agli equilibri di competenza e di cassa.

Tale norma prevede poi che con periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell’ente locale, e comunque almeno una volta entro il 31 luglio di ciascun anno l’Organo Consiliare deve provvedere con delibera a dare atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento negativo, a adottare, contestualmente:

  • Le necessarie misure di riequilibrio;
  • Il ripiano dei debiti fuori bilancio;
  • L’adeguamento del F.C.D.E. accantonato nel risultato di amministrazione.

La stessa norma prevede inoltre che:

  • La deliberazione va allegata al Rendiconto del relativo esercizio;
  • La mancata adozione, da parte dell’ente locale, dei provvedimenti di riequilibrio previsti dal presente articolo è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del Bilancio di Previsione.

Il procedimento per la Salvaguardia degli Equilibri è articolato in due fasi separate e distinte:

  1. La prima riguarda la verifica della situazione attuale relativamente agli equilibri di bilancio, a tale verifica provvede, sulla base dei dati e delle informazioni fornite dagli uffici, il Responsabile del Servizio Finanziario, a cui il Testo Unico attribuisce un ruolo assolutamente centrale per la Salvaguardia degli Equilibri di bilancio;
  2. La seconda è rappresentata dalle determinazioni del Consiglio Comunale, il quale, in riferimento alla relazione del Responsabile del Servizio Finanziario contenente gli esiti della verifica di cui al punto precedente, e dopo aver acquisito il parere dell’organo di revisione dà atto della permanenza degli equilibri (in caso di esito positivo) oppure adotta le misure necessarie a ripristinare gli equilibri (in caso di esito positivo).

Al riguardo, il TUEL prevede che per il ripristino degli equilibri possano essere utilizzate, per l’anno in corso e per i due successivi, tutte le possibili economie di spesa e tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in conto capitale con riferimento a squilibri di parte capitale. Nel caso in cui l’ente locale non possa provvedere con le modalità precedentemente elencate sarà possibile impiegare la quota libera del risultato di amministrazione.

Conclusioni

In conclusione, emerge chiaramente che gli enti locali hanno la possibilità di monitorare costantemente e durante il corso di tutto l’anno l’andamento della gestione.

Questo monitoraggio costante rende molto più snello il controllo di gestione all’interno degli enti locali, in quanto elaborando il Piano degli Indicatori e verificando e salvaguardando gli Equilibri, è possibile un’azione tempestiva da parte dell’amministrazione per mantenere in salute i conti comunali.

Nei prossimi articoli proseguiremo con l’analisi degli strumenti di programmazione negli enti locali.

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